L’omonero – Acquaforte - dal Cd "Da un posto lontano" (parole emusica Marco Del Giudice) Bimbo non uscire fuori da solo, mamma dimmi perché, bimbo non uscire fuori da solo, mamma dimmi perché, c’è l’omonero che gira in cortile, sapessi quanta paura che fa, guardarlo dritto negli occhi davvero, questo non lo si può far, bimbo non uscire fuori da solo. C’è un tipo losco che spia nel buio, mamma chi mai sarà, ha gli occhi a mandorla e il volto giallastro, oh che paura mi fa, dice di vendere balsamo tigre, sarà soltanto un escamotage, solo un pretesto del tutto banale, per invaderci il garage. Forza tiralo su, calce mattoni, e rena, svelto, svelto, tira su quel muro, che non possano passar, forza tiralo su, calce mattoni, e rena, alto, alto, mattone su mattone, che non possano più entrar. Guarda un po’ il tipo che lava i vetri, mamma dimmi cos’ha, dove viveva gli mancava l’acqua, e qui la viene a sprecar, col dio che prega non andrà lontano, il nostro si che del bene ci fa, è sempre stato il più grande il migliore, per potenza e maestà, e quel fagotto che c’è li per terra, chissà cosa sarà, arrotolato a mo’ di tappeto, non lo vedi è un clochard, non è intonato con quelle vetrine, l’odore che ha non è certo Chanel, chiaro che questi non hanno buon gusto, se a schiattare vengon qua. Forza tiralo su, calce mattoni, e rena, svelto, svelto, tira su quel muro, che non possano passar, forza tiralo su, calce mattoni, e rena, alto, alto, mattone su mattone, che non possano più entrar. Mamma questo muro che ho costruito, guarda il buio che fa, a farlo in fretta non ci siamo accorti, che finestre non ha, che brutto odore ristagna qua dentro, e tranne noi qui nessuno ci sta, la puoi nascondere col tuo profumo questa puzza resterà. Basta lo tiro giù, ci siamo chiusi dentro, svelto, svelto, senz’aria in questa stanza non si può più respirar. Federico Botti voce Marco Del Giudice chitarre Matteo Fusaro pianoforte e tastiere Nino Pellegrini contrabbasso David Domilici percussioni Riccardo Neri batteria ACQUAFORTE