Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 94 min
Rapporto 1,66:1
Genere thriller, noir
Regia Mario Bava
Soggetto Ellery Queen (racconto), Alessandro Parenzo, Cesare Frugoni
Sceneggiatura Alessandro Parenzo, Cesare Frugoni
Produttore Roberto Loyola, Lea Krueger (postproduzione)
Casa di produzione Loyola Films (1974)/Spera Cinematografica (1995)
Fotografia Emilio Varriano, Mario Bava
Montaggio Carlo Reali
Effetti speciali Sergio Chiusi
Musiche Stelvio Cipriani
Costumi Wayne Filnkelman
Trucco Vittorio Biseo, Angelo Roncaioli
Interpreti e personaggi
Riccardo Cucciolla: Riccardo
Maurice Poli: Dottore
George Eastman: Trentadue
Don Backy: Bisturi
Lea Kruger: Maria
Maria Fabbri: Maria Sbravati
Erika Dario: Marisa
Fabrizia Sacchi: La donna che piange (versione dvd "Lucertola" e versione Kidnapped)
Luigi Antonio Guerra: impiegato della banca
Francesco Ferrini: uomo alla stazione di servizio
Emilio Bonucci: tassista
Ettore Manni: direttore della banca
Pino Manzari: casellante
Stefano De Sando: ispettore di polizia (versione Kidnapped)
Doppiatori italiani
Riccardo Cucciolla: Riccardo
Renato Cecchetto: Dottore
Gabriele Duma: Trentadue
Riccardo Rovatti: Bisturi
Miriam Spera: Maria
ridoppiaggio 2002
Roberto Draghetti: "Dottore"
Gianni Giuliano: Riccardo
Stefano Billi: "Bisturi"
Fabrizia Sacchi: la donna che piange
Roberto Pedicini ispettore di polizia
TRAMA:
A Roma, quattro banditi mascherati rapinano un portavalori, uccidendo due guardie. Durante la fuga in automobile uno di loro viene ucciso.
I tre rimasti (il capo, chiamato "Dottore", il nevrotico "Bisturi" e lo strafottente "Trentadue"), abbandonano l'auto e si rifugiano in un parcheggio sotterraneo, dove prendono in ostaggio due donne. Bisturi ne sgozza una, quindi i tre fuggono insieme a Maria, l'altro ostaggio.
I tre banditi salgono su un'auto ferma ad un semaforo, con a bordo un uomo, Riccardo, e un bambino che sta dormendo. Riccardo spiega che si tratta di suo figlio, malato e febbricitante, e che lo sta portando in ospedale.
I banditi costringono Riccardo a prendere l'autostrada. La fuga è punteggiata da diversi piccoli incidenti e incontri: Maria mostra spesso prostrazione fisica e tensione per la situazione, mentre Riccardo (sempre alla guida dell'autovettura) mantiene un'eccessiva calma che a un certo punto insospettisce il Dottore. Il bambino continua a dormire, mentre Bisturi e Trentadue si danno a discorsi e battute volgari.
Durante una sosta Maria, fingendo di dover urinare, tenta la fuga attraverso i campi. Bisturi e Trentadue la raggiungono e la costringono ad urinare davanti a loro.
Tornati in auto, Trentadue mostra a Maria perché lo chiamano così, quindi tenta di violentarla sul sedile posteriore. Il Dottore, esasperato dall'atteggiamento del complice, gli spara mentre l'auto attraversa una galleria. Bisturi, grande amico di Trentadue, inizia ad agitarsi.
Durante una sosta a un distributore sale sull'auto una donna ignara, in cerca di un passaggio. La donna è molto loquace, e nota che dentro la macchina c'è un clima nervoso; infine si accorge della ferita sul collo di Trentadue. A questo punto Bisturi la sgozza. I due malviventi decidono allora di disfarsi dei cadaveri abbandonandoli sul ciglio della strada. Ma Trentadue è ancora vivo; il Dottore ordina quindi a Bisturi di finirlo.
L'auto arriva davanti a un casolare, dove è pronta un'altra auto per la fuga dei banditi. Il Dottore e Bisturi stanno per uccidere Riccardo e Maria. Ma, nello stesso momento Riccardo, estrae dalla culla del bambino una pistola, con cui riesce ad uccidere i due banditi; nella sparatoria, muore anche Maria. Subito dopo, Riccardo dopo aver preso l'automobile nascosta nel casolare, va a telefonare alla madre del bambino, chiedendo un ingente riscatto per riaverlo; subito dopo, apre il bagagliaio della macchina, mostrando il bambino.