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Dea Garbaccio e Ernesto Bonino - Violette nei capelli (con testo)

Dea Garbaccio e Ernesto Bonino - Violette nei capelli (con testo)У вашего броузера проблема в совместимости с HTML5
DEA GARBACCIO E ERNESTO BONINO -- VIOLETTE NEI CAPELLI; di Carducci - Sordi; 1942; Orchestra Cetra diretta dal Maestro Pippo Barzizza; Cetra DC 4097; dal film omonimo. TESTO DELLA CANZONE E BIOGRAFIA DEGLI INTERPRETI TESTO: Lui : Ninfa gentile del cuore, ritorna a brillare mio raggio di sol: l'alba che sorge è l'Aprile che ancora ci vuole parlare d'amor: (ritornello) Lui : Violette nei tuoi capelli, fiorin di siepe sogni del mio cuor: frammenti di vaghe stelle dal ciel caduti con la notte d'or. Lei : Sola con l'ebbrezza in cuor, voglio il tuo profumo ancor: tu mio dolce fiorellino sei la mia felicità. Duetto: Violette nei tuoi capelli, fiorin di siepe sogni del mio cuor: frammenti caduti dal cielo pensieri d'amore che fanno sognar. Sei tu l'amor. BIOGRAFIA di Dea Garbaccio(da Wikipedia): Dea Garbaccio, propriamente Dea Gili Garbaccio (Borgosesia, 26 settembre 1919 -- Fara Novarese, 1997), è stata una cantante italiana. Scoprì la propria vocazione musicale nel negozio del padre, che commerciava dischi e apparecchi radio. Nel 1939 entrò all'EIAR in seguito al concorso nazionale per cantanti della radio - assieme ad Oscar Carboni - esordendo ai microfoni col brano Come bimbi e giungendo al successo con C'è una chiesetta amor. Tale fu la notorietà raggiunta dalla canzone che il maestro Angelini la adottò e la usò poi ininterrottamente come sigla della propria orchestra. Dotata di una voce intensa che sapeva però modulare in toni delicatissimi, è ricordata soprattutto per l'interpretazione di Rosamunda, incisa con l'orchestra Angelini nel 1942: rifacimento della nordamericana Beer Barrel Polka (1939), la canzone avrebbe accompagnato coi suoi toni allegri e speranzosi gli italiani nei mesi della liberazione, restando un vero e proprio sigillo di quell'epoca.Dea Garbaccio fu attiva in RAI fino alla fine degli anni quaranta nelle formazioni di Angelini e Barzizza, ritirandosi poi a vita privata. Tra i suoi altri successi si può ricordare La sedia a dondolo (1942) e la versione italiana della celebre Besame mucho (1945). È apparsa nei panni di se stessa nel film del 1940 dedicato all'EIAR e diretto da Giacomo Gentilomo Ecco la radio!. BIOGRAFIA di Ernesto Bonino(da Wikipedia): Ernesto Pietro Bonino (Torino, 16 gennaio 1922 -- Milano, 29 aprile 2008) è stato un cantante italiano. Iniziò la sua carriera nei locali della sua città natale verso la fine degli anni trenta. In quel periodo, Torino era un ambiente molto vivace dal punto di vista musicale: anche Fred Buscaglione muoveva i primi passi esibendosi nei night. Ernesto Bonino ottenne un'audizione all'EIAR grazie al maestro Carlo Prato, che aveva già lanciato il Trio Lescano. Il suo debutto radiofonico avvenne il 5 gennaio 1941 con la canzone Tango argentino. Fu subito un successo, a cui ne seguirono molti altri: La Paloma, Se fossi milionario, La famiglia canterina (cantata insieme al Trio Lescano), A zonzo, Musica Maestro, Il giovanotto matto (uno dei suoi più grandi successi, composto da Lelio Luttazzi), Ti comprerò l'armonica, Conosci mia cugina?. Negli anni quaranta Ernesto Bonino, soprannominato "Mister Swing" (grazie alla sua voce chiara e disinvolta, perfetta per il ritmo sincopato), rivaleggiava in popolarità solo con Natalino Otto, Oscar Carboni e Alberto Rabagliati. Nel 1947 Ernesto Bonino partì per una lunga tournée in America Latina: Perù, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Messico, Cuba. In coppia con Tina De Mola conquistò L'Avana con la canzone Chinito chinita. Nel 1952 si trasferì negli Stati Uniti, dove realizzò il suo sogno di cantare i classici del jazz nei migliori club di New York, Chicago e Miami. Rientrò temporaneamente in Italia solo nel 1955, per partecipare alla commedia musicale di Garinei e Giovannini La granduchessa e i camerieri, con Wanda Osiris. Finita la stagione teatrale, tornò a lavorare negli USA fino al 1958. Ernesto Bonino partecipò un'unica volta al Festival di Sanremo 1962, piazzandosi al terzo posto con la canzone Gondolì, Gondolà scritta dalla coppia Carosone-Nisa. Dopo il Festival, Carosone lo ingaggiò per il suo spettacolo, che portò in giro per l'Europa. La popolarità di Ernesto Bonino si spense però dopo quella fortunata tournée. Negli anni '70 e '80 fu talvolta ospite in televisione, in brevi apparizioni canore che rievocavano la musica del passato: ricordiamo la sua partecipazione a trasmissioni come Milleluci (1974), con Mina e Raffaella Carrà, e Cari amici vicini e lontani (1984), condotto da Renzo Arbore. Nel 1986 Bonino perse la voce in seguito ad una operazione. Nel dicembre 2000 lo Stato italiano gli assegnò un assegno vitalizio in base alla Legge Bacchelli. Dal 23 aprile 2003 fino alla morte fu ospite della casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi di Milano.
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