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L'arguta canzone diffusa in Italia settentrionale narra le disavventure di uno dei riparatori di pentole in rame che in Lombardia erano soliti segnalare il loro arrivo gridando l'espressione del titolo, al pari di altri artigiani ambulanti come arrotini (molitta), ombrellai (umbrele`), seggiolai; il loro passaggio nelle ore mattutine in cui i mariti erano al lavoro poteva rischiare di dar luogo a situazioni equivoche, di cui i residenti erano pronti ad incolpare per primo, come sempre, il forestiero. Una versione del testo (praticata per esempio a Ferriere in val Nure) si conclude con una morale espressa dal magnano in prima persona:
"La mia testa la mi fa danno
perche' le donne son pien d'inganno,
la mia testa la guarira`
quando le donne diran la verita`...".
A intonare questo classico e` qui la vitale squadra di cantori di Romagnese guidata da Davide Casarini "il Gioiello" e Lorenzo Dell'Orto "Lo" [in fondo alla tavola].