Sulle montagne, lungo il confine nord orientale dell’ India con la Birmania, vive una moltitudine di popolazioni tribali di razza Indo-Mongolica, il cui paese si chiama Nagaland.
Il rombo antico dello “Sham” il tamburo di legno scavato in un enorme tronco accompagna la vita e le tradizioni del popolo guerriero delle colline, dove ancora si trovano anziani guerrieri : I NAGA TAGLIATORI DI TESTE.
I Britannici occuparono la regione nel 1890 e da allora la tradizionale pratica di caccia di tagliatori di teste diminuì poco per volta fino a scomparire nel 1980, grazie anche alla conversione al cattolicesimo.
Per raggiugere i villaggi bisogna risalire la montagna percorrendo una strada tortuosa. Esistono circa 20 differenti etnie, ognuna delle quali vive in specifiche aree geografiche, ma pur avendo usanze culturali condivise, le varie tribù hanno mantenuto un enorme grado di isolamento.
I vecchi tagliatori di teste si contraddistinguono da un tatuaggio a maschera sul viso e uno fatto a V sul petto, e rappresentano il volto più selvaggio dell’ India.
Per visitare i villaggi bisogna chiedere il permesso al capo villaggio. In uno dei tanti che abbiamo visitato c’era il RE, le case sono delle grandi capanne di bambù con tetti di foglie di canna e paglia di riso, con grossi teschi di mithun sulle facciate.
I giovani vestono abiti occidentali ma gli anziani, soprattutto le donne, indossano abiti tradizionali e le caratteristiche coperte naga che identificano la tribu’. Alcune di queste donne hanno i caratteristici tatuaggi sul viso, nella fronte e sul mento.