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Isola d'Elba- Portoferraio- Ville Napoleone (analogico)

Isola d'Elba- Portoferraio- Ville Napoleone (analogico)У вашего броузера проблема в совместимости с HTML5
Portoferraio, comune della provincia di Livorno, primo comune dell'Isola d'Elba per popolazione e secondo per estensione dopo Campo nell'Elba. Il toponimo Ferraia o Ferraria è documentato a partire dal 1278 e trae origine dalle attività siderurgiche presenti nell'area sin da epoca etrusco-romana. Il circondario di Ferraia fu pesantemente colpito nel 1544 dalla flotta di Khayr al-Din Barbarossa, con la distruzione del vicino fortilizio di Montemarsale e della pieve medievale dei Santi Giovanni e Silvestro. Successivamente, il distretto di Ferraia fu ceduto dagli Appiano per ordine dell'imperatore Carlo V ai Medici nel 1547. In cartografie del XVI secolo si registra una mutazione del nome in Ferraio. Portoferraio fu fondata per volere di Cosimo I granduca di Toscana nel 1548, affidando all'architetto Giovanni Camerini la progettazione di una città fortificata simbolicamente chiamata Cosmopoli concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste toscane nonché come sede dei Cavalieri di Santo Stefano e che nel 1583 venne così descritta da Giovan Battista Adriani: «Il poggio più elevato, che signoreggia e scuopre tutto il porto, fu chiamato il Falcone: l'altro men rilevato dalla forma della fortezza secondo la qualità del sito hebbe nome la Stella, spargendo le sue fortificazioni qua e là a guisa di razzi. Parimente fermarono un bastione sopra la bocca del porto, il quale fu chiamato dalla forma Linguella.» L'epigrafe marmorea che il granduca fece apporre sulla cosiddetta Porta a Mare, l'ingresso principale del porto, descrive infatti la fondazione della nuova città: «Templa, moenia, domus, arces, portum Cosmus florentinorum dux a fundamentis erexit a. D. MDXXXXVIII». Napoleone Bonaparte fu esiliato sull'Isola d'Elba dal 1814 al 1815. A Portoferraio, la cittadina che scelse come capoluogo, egli possedeva due residenze principali: la Palazzina dei Mulini e la Villa di San Martino, rispettivamente la residenza pubblica e quella privata dell'Imperatore in esilio. Altre residenze in tutta l'isola vennero inoltre periodicamente abitate: a Portolongone, a Rio Marina e nel Romitorio della Madonna del Monte a Marciana. All'Elba Napoleone ricostruì in piccolo l'apparato tecnico-burocratico con il quale aveva costruito l'Impero. Ebbe però numerose limitazioni, soprattutto a causa degli ostacoli continuamente posti da Luigi XVIII di Francia, che si rifiutò di rilasciargli la provvisione prevista dal trattato di Fontainebleau, dovendo quindi contare solo sulle risorse locali e sulla tassazione delle comunità dell'isola. Oltre alle dimore oggi restano quali tracce della presenza dell'imperatore sull'isola strade, le fortificazioni restaurate e una scuola d'arte. Le due regge di Portoferraio simboleggiano rispettivamente la vita pubblica e la vita privata dell'imperatore.
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