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l'hermite - germano bonaveri

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26 settembre 2012 da oggi questo video è dedicato a Marco, in comune col personaggio aveva la passione per "le carte" e da stanotte...sta' bene. http://www.bonaveri.it/ c'è una canzone di Bonaveri che mi è piaciuta in maniera particolare dal primo ascolto e anche Lui l'ha scritta di getto...quindi qualcosa di particolare deve pur avere. su di me ha l'effetto di esorcizzare alcune paure. non so' se le immagini siano quelle più adatte alla canzone, sono le "più vicine" a quello che mi trasmette. per le immagini: Copyright disclaimer under section 107 of the copyright act 1976, allowance is made for purposes such as criticism, comment, and research. Fair use is a use permitted by copyright statute that might otherwise be infringing. I have to state that my readings are for entertainment only L'HERMITE (Testi G. Bonaveri, Musica A. D'Urso, G. Bonaveri) Esploro cauto il silenzio, sgranando gli occhi nell'oscurità per osservare il colore del buio, perché l'assenza un colore ce l'ha. Vago da giorni in queste rovine che un tempo furono  la mia città. Cerco tra le macerie il mio nome, quello con cui qualcuno mi ricorderà. Non so dire se ci fu un istante in cui decisi di dover partire e se qualcuno pianse, ma non è importante... e anche se fosse non lo vorrei sapere perché qui, in questa vacuità insolente, in questo angolo di eternità non incontri nessuno, nessuno si affaccia da questa finestra sul niente, qui nessuno ti abbraccia o ti consola, qui l'anima è sola, qui c'è solo l'assenza, il suo bel colore, qui nessuna parola, nessun rumore, nemmeno il respiro. C'è un arcano di cui non ti dirò, perché solo da qui posso comprenderlo e come sai,  nel luogo in cui mi trovo, nessuna parola ha significato.E' il ventunesimo, che potrai  accogliere quando saprai scorgere la sofferenza dell'altro, quando avrai dato spazio  dentro di te al senso della compassione .Solo allora, impalpabile, lo vedrai sbocciare  dal ciglio di uno dei tuoi abissi. Indagalo, cercalo: è il punto in cui poggia il compasso dell'universo, il luogo insperato della conoscenza, da cui tutto espande e contrae. Il rimpianto e l'intenzione, ogni parola, ogni mio pensiero non hanno senso ne' ragione: non ho passato ne' futuro. Tutta la storia accade in questo istante, mi trovo al centro dell'evoluzione e tutto appare chiaro,tutto è contingente e anche se non fosse non è così importante perché qui, in questa vacuità esaltante, in questo squarcio nell'eternità non incontri nessuno, nessuno si affaccia da questa finestra sul niente: l'universo ti abbraccia e ti consola, qui l'anima vola. Qui c'è solo l'assenza, il suo bel colore... qui nessuna parola, nessun rumore: qui diventi respiro. Io sto bene. In questo altrove tutto accade simultaneamente,qui le quattro misure  dell'universo : altezza, lunghezza, larghezza e profondità si svelano e nessun pensiero  è possibile. Si sta come in cima ad una torre altissima, in un giorno di cielo sereno: puoi  vedere tutto attorno passato, presente e futuro, basta saper guardare ciò che è.
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