"...Ma torniamo alla tradita fanciulla che, già accettata fra le monache, per altrui violenza non per propria volontà, si spoglia d’ogni adornamento, entra in angusta e povera tonicella, s’addatta al fianco rozza centura di cuoio e con la scufia in testa - che all’uso di questa patria nell’altre donne è un lugubre contrasegnio della morte da’ cari mariti - dà prencipio a’ suoi infausti imenei, si copre di quella veste che vien deta il primo habito. Ciò essequito, eccola sotto posta all’obedienza che ad esse riescono di maggior carica di quella che s’impone al dorso de’ dromedarij. Ogn’una, sia di stirpe o volgar o nobile, è posta ai più vili esercitij et alle più imonde funtioni". "L'Inferno Monacale" - qui proposto e letto da Devana per La Scuola delle Donne™ - è una versione pdf liberamente disponibile in Internet. Edizione www.liberliber.it, tratta da "L'Inferno Monacale di Arcangela Tarabotti / Francesca Medioli [a cura di]; Torino; Rosenberg & Sellier.
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