Monday, 10 August, 2026г.
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Maenga la nostra barca - PASSERA LUSSIGNANA costruita da Mario.

Maenga la nostra barca -  PASSERA LUSSIGNANA costruita da Mario.У вашего броузера проблема в совместимости с HTML5
LA PASSERA LUSSIGNANA dal nome "MAENGA" costruita dal maestro d'ascia Mario. (Visibile nel filmato). Questa imbarcazione, risulta originaria proprio da Lussino, dove veniva utilizzata per la pesca con le reti da posta, nasse e palangresi. Lunga circa 7 metri, si presenta con una poppa quadra, con una prua slanciata e una controchiglia abbastanza alta e lunga che gli conferiva delle buone prestazioni a vela. L'armo velico è costituito da un unico albero senza sartie con una vela al terzo e con un picco verticale. A prua dell'imbarcazione è inoltre presente un bompresso che armava un piccolo fiocco. Date le sue ottime caratteristiche marine e data la semplicità delle sue linee è stata con il tempo modificata la sua linea originaria ed è stata trasformata in una imbarcazione da diporto, che l'ha resa ancora più accattivante con l'aggiunta di una bassa tuga e con una velatura di tipo marconi. Tutt'ora se ne costruiscono degli esemplari che partecipano regolarmente a regate e raduni nel golfo di Trieste. ORIGINI Le origini della passera risalgono alla seconda metà del 800 e si ritiene che gli inizi della loro costruzione nei cantieri navali di Lussino e delle isole circostanti provengano dal fatto che i capitani lussignani di quei tempi, i Cosulich, i Martinolich, i Premuda, i Tarabocchia ed altri altrettanto famosi, ne portassero in Adriatico alcune imbarcazioni similari usati sulle grosse barche a vela inglesi come lance per il trasporto di persone e materiali dalle navi all'ancora nelle rade alla terra ferma. Malgrado le loro umili funzioni, erano barche estremamente sicure, manovriere, asciutte e con un'ottima tenuta di mare. I maestri d'ascia di Lussino le adattarono poi alle esigenze marine locali, dando così origine alla "passera" . Se le prime costruzioni furono destinate al loro uso piuttosto esclusivo per la pesca verso l'inizio del 900 la loro produzione si sviluppò anche nel campo della nautica da diporto affinandone sempre più le linee, aumentandone la superficie velica (fino a 30 mq. di velatura per una barca di 5 metri) e la zavorra in pani di piombo opportunamente disposta sul fondo a seconda delle andature e dei pesi a bordo.
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