Rapite, violentate, picchiate come tamburi, ricattate sessualmente. E sempre più spesso, come atto dovuto, anche il dettaglio efferato, la firma splatter a suggellare il disprezzo per quel corpo di donna. Cronaca di tutti i giorni, che si accanisce in ricostruzioni psico-criminologiche specie quando la vicenda ha il sapore del giallo, del noir. Quotidianamente si ripetono episodi di straordinaria disumanità che le leggi perverse dell'audience contribuiscono a ridurre all'insignificanza, a rendere ordinari, senza presa, privi di ascolto. E così il sonno della ragione, del senso critico, dell'indignazione, produce insensibilità mostruose, incapaci di ribellarsi, di immaginare ed esigere una convivenza diversa.