Papa Francesco: anche Gesù Bambino è stato profugo, facciamo rete con l’educazione
Nella Sala Clementina, il Pontefice riceve in udienza gli artisti del concerto di Natale in Vaticano, ringraziandoli per la loro “creatività” e “genialità”, capace di “raggiungere i risvolti più intimi della coscienza degli uomini e delle donne di ogni tempo”.
Anche Gesù Bambino visse la condizione della “metà dei profughi di oggi”, “bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”: oggi c’è l’urgenza di “fare rete con l’educazione”, strada maestra per permettere alle persone “di rimettersi in cammino con piena dignità”. Così Papa Francesco, incontrando gli artisti del concerto di Natale in Vaticano. L’edizione 2018 sostiene due progetti: il primo, che investe sulla formazione professionale dei giovani, è realizzato da Missioni Don Bosco in Uganda; mentre il secondo vede la Fondazione pontificia Scholas Occurrentes intervenire ad Erbil, in Iraq, dove la guerra ha posto una pesante ipoteca sul futuro di un’intera generazione. È possibile sostenere le iniziative inviando un SMS solidale al numero 45530, valido fino al 15 gennaio 2019.
“Il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità. Quest’anno, in particolare, ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo – migranti, profughi e rifugiati – in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici”.