Tuesday, 25 August, 2026г.
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Philippe Daverio racconta l'arte, i miti, i luoghi e i fratelli dell'Unità d'Italia

Philippe Daverio racconta l'arte, i miti, i luoghi e i fratelli dell'Unità d'ItaliaУ вашего броузера проблема в совместимости с HTML5
"Gli italiani giocano molto con le parole, ma spesso ne dimenticano i significati. E non ricordano che più che la politica è stata la cultura a fare l'Italia. La cultura viene prima di tutto per la nostra storia". E' cominciata così la conversazione del giornalista Luigi Ferraiuolo ([email protected]) della Compagnia del Libro http://www.lacompagniadellibro.tv2000.it) di Tv2000 con Philippe Daverio, critico d'arte e intellettuale "non militante" (come dice lui, ma pochi ci credono!). Daverio ci aveva dato appuntamento in uno spicchio di Roma sconosciuto alle masse di gite e turisti che in questo periodo invadono la città eterna. La terrazza dell'hotel Capo d'Africa, nella via omonima al Celio, con panorama un pezzetto di roma antica e cupola il cielo. "Cominciamo così -- è la proposta del critico d'arte -- cominciamo con le parole e i concetti dimenticati subito dagli italiani. Pensi a Fratelli d'Italia. Perché l'abbiamo chiamata proprio in questo modo? L'Italia è fatta da compagni, fratelli, conti e contesse e parroci: questo è il pacco Italia. I fratelli sono i fratelli di loggia, Mameli era un pupillo di Mazzini, a sua volta massone. Non trovarono nulla di strano, quindi, in quella situazione, a volere una canzone, un inno nazionale che cominciasse fratelli, fratelli d'Italia. Lo dico non perché adesso non la si debba più cantare, ma perché lo dobbiamo sapere". La conversazione è scivolata via, poi, sul ruolo della monarchia e dei movimenti artistici che più di tutti hanno cercato di dare una nuova speranza all'Italia unita, ricostruendola da zero. Dalla Scapigliatura al più grande di tutti: il Futurismo. Il dialogo è scorso via piano e tranquillo, con Daverio grande affabulatore tranne per una increspatura. Quando il critico d'arte italiano, nato in Alsazia, ha parlato dell'incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. Uno errore imperdonabile: l'incontro si tenne a Taverana Catena, oggi frazione di Vairano Patenora e allora nel circondario di Teano. Superato lo scoglio di una piccola celia, l'intervista a Daverio, conclusa da una piccola analisi sull'arte povera e sulla fine - negli ultimi trent'anni o giù di lì - della capacità degli artisti italiani di saper concettualizzare la rappresentazione artistica (ahimé, non presente per motivi di lunghezza nel video andato in onda). Ora non resta che cominciare a farla... l'Italia. L'intervista è a cura di Luigi Ferraiuolo ed è stata girata sul terrazzo del roof garden dell'Hotel Capo d'Africa a Roma.
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