A Rocca Bernarda si deve la sopravvivenza del Picolit, perla dell’enologia friulana. Giacomo Perusini, dopo aver reimpiantato a fine Ottocento le prime barbatelle di Picolit, scrisse nel 1906 il trattatello “Il Picolit”, nel quale si dilungò sui differenti cloni, le tecniche di coltivazione e di vinificazione. Il Picolit, che aveva conosciuto il suo momento più importante circa un secolo prima con il Conte Asquini di Fagagna, ritrovava così il suo posto nei vigneti…. Continua Oggi l’uva Picolit è vendemmiata a mano negli ultimi giorni di ottobre. Per un mese circa viene posta su graticci in locali ventilati fino a che la concentrazione zuccherina raggiunge il livello desiderato. In questo periodo i grappoli sono più volte sottoposti a selezione manuale per eliminare eventuali acini ammuffiti o guasti. Dopo la pressatura, la fermentazione si svolge lentamente in carati di legno e termina spontaneamente con i primi freddi invernali, lasciando un residuo zuccherino piuttosto elevato. Una successiva fase di maturazione sui lieviti e l’imbottigliamento a 18 mesi dalla vendemmia, favoriscono la longevità del Picolit.