Wednesday, 01 July, 2026г.
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preve - i protagonisti del sessantotto

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Abbandonare il fuorviante storicismo teorico del vecchio PCI 1. Quattro soggetti politici distinti nella storia italiana 1945-1991: il PSI, il PCI, la lotta armata, la sinistra radicale. L'azzeramento della memoria storica promosso dal PCI-centrismo retrodatato dei DS Esplicitazione delle proprie premesse di valore unica oggettività possibile 2. Sul Partito Socialista Italiano da Pietro Nenni a Bettino Craxi. L'importanza politica e culturale del PSI nella storia italiana La memoria del PSI offuscata dal cannibalismo storiografico degli eredi del PCI e dalla vicenda di "mani pulite" La politica di sinistra trasferita da Bordiga e Gramsci a Borrelli e Di Pietro 3. Sul Partito Comunista Italiano da Antonio Gramsci a Massimo D"Alema. Doppio ruolo strutturale e funzionale del PCI nella storia italiana ed internazionale Il PCI presunto traditore delle masse rivoluzionarie Nel '45 la maggioranza elettorale e sociale del paese si sarebbe battuta con le armi contro qualsiasi tipo di comunismo Nel '68 studenti ed operai fordisti domandavano piena integrazione nel capitalismo Il PCI geneticamente legato come sezione italiana al socia­lismo statuale, monopartitico e dispotico - burocratico dei partiti comunisti La vera colpa del PCI è stata la reli­gione clericale della doppia verità gesuitica 4. Sul fenomeno della lotta armata e sul come giudicarlo. L'uso strumentale mediatico del termine "terrorismo" La scelta della guerra civile stacca la lotta armata italiana da tutti i contesti di continuità e contiguità ideologica e politica Secondario il giudizio moralistico sui "compagni che sbagliano" 5. Sinistra radicale, nuova sinistra, sinistra estremista, sini­stra extraparlamentare, eccetera. Il problema della denominazione Sessantotto dipendente prevalentemente da concezioni invecchiate ed obsolete come il luxemburghismo, il bordighismo, il tro­tzkismo Femminismo, pacifismo, ecologismo: movimenti di integrazione culturale alla post-modernità capitalistica Sconfitti elettorali più che extraparlamentari Sinistra estremista denominazione indice del destino dell'estremo di rotolare verso il centro dello spazio simbolico Scelta della denominazione di "sinistra radicale" come formula meno insoddisfacente 6. Una periodizzazione in tre fasi della sinistra radicale i­taliana 1956-1991: una prima fase(1956-1969), una seconda fase (1969-1977), una terza fase (1977-1991) Il XX congresso del PCUS apre le smagliature in cui si insinua l'operaismo di Panzieri L'operaismo me­tafisica soggettivistica generatrice di illusioni rivoluzionarie, seguite da una delusione controrivoluzionaria 109 Il marxismo-leninismo-stalismo-maoismo seconda componente fondatrice del Sessantotto Anarchismo, trotzkismo, bordighismo paradigmi senza storia 109 Operaio fordista e piccola borghesia studentesca base sociologica e generazionale del Sessantotto Le organizzazioni politiche del 1969-1977, dotate di una analisi della fase assolutamen­te errata falliscono in modo strategico Il "partito contenitore" e "partito quadrifoglio" di Democrazia Proletaria gestisce la dissoluzione dei residuati della fasi precedenti I dirigenti di Rifondazione Comunista di provenienza PCI cooptarono nel nuovo partito qualche dirigente della sinistra radicale Non disseppellire il morto 7. Un minimo di bilancio storico, teorico, filosofico Rivendicazione della partecipazione personale al Sessantotto Accentuazione personale dell'avversità al capitalismo attuale Prospettiva mondiale della sinistra radicale italiana La sinistra radicale italiana ha peccato per la timi­dezza e la reticenza verso i fondamenti della propria teoria e della propria pratica In ogni caso la sua dignità storica è stata maggiore di quella di tutti gli opportunisti Inaccettabili le accuse rivolte alla sinistra radicale in nome del comunismo Impossibile rivoluzionare il comunismo storico novecentesco, senza investirne i presupposti strategici fondamentali Abbiamo bisogno oggi di un pensiero veramen­te nuovo La na­scita di un pensiero nuovo tuttora ostacolata dagli apparati burocratici professionali veterocomu­nisti e/o neocomunisti
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