Prima della prima
"MACBETH"
di W. Shakespeare
Progetto e adattamento di Alessio Genchi e Francesca Gabucci
con
Mauro Bernardi, Giorgio Castagna, Davide Dolores, Fonte Fantasia, Francesca Gabucci, Alessio Genchi
Scene e costumi di Marcella Fiordegiglio e Jessica Fuina
in collaborazione con Scuola di Scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Urbino
con il sostegno di Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Teatro Aurora di Fibbiana
Macbeth...o del desiderio.
Alla fine di una battaglia, all’inizio della nostra storia, un’ambigua presenza femminile, nuda e sporca di sangue, viene alla luce. Un frutto del male germogliato dal campo di battaglia, seminato dal sangue di altri uomini. Il male è affascinante, attraente, perché sa toccare le corde sensibili del desiderio di Macbeth e di tutti quelli con cui entra in contatto.
Instillato il germe, Macbeth inizia a vivere solo dei suoi pensieri, dell’immaginazione di un futuro di grandezza, che lo sradicano dalla realtà. Poche parole lo portano a uno sbilanciamento, a un’uscita dall’asse della vita presente, a un’incapacità totale di vivere il poco o molto del presente. L'uomo condanna così se stesso con il dominio infernale delle sue ossessioni, dell'immaginazione; con la vittoria della mente sulla realtà... "le paure reali sono meno tremende di quelle immaginate".
Quello da cui tutta la nostra storia nasce non è dunque un desiderio qualunque, ma un desiderio che, se assecondato, violenta la natura stessa di chi lo prova e agisce con violenza sul corso degli eventi ... Il desiderio erotico, il desiderio del potere a cui rimandare l'appagamento, il desiderio di morte quando si deve constatare che "tutto fu speso per non avere niente".
Di chi è la regia?
Del testo. Che abbiamo ascoltato, incontrato, assecondato durante le prove... L'interpretazione e la messinscena sono venute di conseguenza.
TeatrOltre 2017 / Urbino, Teatro Sanzio, mercoledì 17 maggio 2017, ore 21.00.