In Sardegna, come esisteva la levatrice che aiutava a nascere, esisteva s'Accabbadora che aiutava a morire. In un vicino passato "sa femmina accabbadora" aiutava a lenire le sofferenze. Un pò come il blues, la musica che aiuta a liberarsi dai "blue devils", dalla tristezza, dalla depressione, dall'agitazione. Così, unendo le radici sarde con il soul dei campi di cottone, nasce S'Accabadora Blues. Un duo - Marisa Sotgiu alla voce e Danilo Lampis alla chitarra - che cela centinaia di storie, di notti che lasciano spazio alle albe, di ore passate ad assordarsi in una pessima sala prove, di fiumi di birra per uccidere la noia, di sogni e aspettative di intere generazioni di una periferia della periferia, di una borderland che è stata il centro di vite segnate da un presente precario e da un futuro dove l'unica certezza è la costrizione alla fuga. Vite gioiose nonostante le tante difficoltà di una terra tanto generosa quanto aspra, qual è la Sardegna.
Si spiegano così le note 'sentite', che compongono un torrenziale connubio di rock, blues e soul. Note che, nonostante le direzioni diverse delle vite di Marisa e Danilo, consacrano nel suono un'amicizia di vecchia data, coltivata a Ortueri, piccolo centro dell'entroterra sardo. S'Accabadora Blues rivisita alcuni classici della musica inquieta e ribelle, senza fronzoli e mediazioni.
È musica di strada, tra sigarette fumate con nervosismo, bottiglie di vino scolate in compagnia, baci rubati nelle sere d'estate, risate e pianti di giovani alla ricerca di speranze.
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