VILLA CAPRIGLIO - TORINO
STORIA
A Torino, oltre il Po, lungo la strada che porta a Pino, sorge Villa Capriglio, residenza nobiliare di campagna risalente al 18° secolo.
La costruzione iniziò nel 1706 e la residenza venne chiamata "Vigna Marchisio", dal nome della famiglia che ne ordinò l'edificazione.
Il progetto fu affidato a un allievo del celebre architetto Filippo Juvarra, ma mentre la villa era ancora in costruzione, i Marchisio la vendettero a Giovanni Paolo Melina di Capriglio, discendente di una famiglia di droghieri, che nel 1727 avviò un cotonificio proprio, nel 1731 fu nominato conte da Vittorio Amedeo II di Savoia e nel 1733 diventò Consigliere delle Finanze e Intendente Generale delle fabbriche e fortificazioni del Regno Sabaudo.
Quando l'ultimo figlio di Giovanni Paolo Melina morì nel 1793, la villa fu acquistata dal Regio demanio, a cui restò fino al 1838, quando venne venduta ad Antonio Callamaro, preside della facoltà di giurisprudenza di Torino.
Quaranta anni dopo, Callamaro donò la villa alla figlia quando sposò l'avvocato Edoardo Cattaneo, la cui famiglia ne fu proprietaria per quasi un secolo, fino a quando nel 1963 cedette l'edificio al Comune di Torino.
Purtroppo la strada per Pino Torinese, costruita da poco, eliminò tutta la parte anteriore del parco che circondava la villa e portò traffico, confusione e inquinamento in un posto che fino a poco prima era immerso nella natura e nella tranquillità.
Questo contribuì alla cessione della villa, oltre ai sempre più alti costi di manutenzione.
Nel 1971 il Comune avviò i lavori di restauro, che però furono interrotti quasi subito e non proseguirono mai.
Da allora cominciò l'abbandono e l'invasione di vandali, senza tetto e satanisti improvvisati, che hanno contribuito al degrado dell'edificio.
Dal 1999 al 2009 le villa venne affidata alla gestione dell'Associazione Culturale "I Leonardi", che, oltre alla manutenzione della villa e del giardino, aveva istituito una biblioteca e una sala giochi nei sotterranei, oltre a organizzare iniziative musicali, letterarie e cinefile.
Finito questo periodo, la villa fu messa in vendita dal Comune di Torino, me nessuno l'ha mai comprata e ormai cade a pezzi.
Vandali e intemperie hanno minato la solidità delle strutture, ladri hanno estirpato preziosi pavimenti di marmo e l'umidità sta facendo staccare i magnifici affreschi da muri e soffitti.
Oltre a tuto ciò, poco tempo fa anche un incendio ha contribuito a degradare ulteriormente la villa.
LEGGENDE
La leggenda più antica racconta che quando la villa era ancora in costruzione, di proprietà della famiglia Marchisio, Vittorio Amedeo II di Savoia vi si recasse per incontrarsi segretamente con la sua amante.
E' molto probabile che invece il sovrano lasciasse correre queste voci per motivare le sue visite alla villa, dove invece intratteneva rapporti commerciali poco legali con alcuni appartenenti alla famiglia Marchisio.
Si narra che alcuni dei proprietari tenessero rituali e messe nere in una stanza situata in fondo a una serie di cunicoli sotterranei, ma la stanza non è mai stata trovata.
L'unico tunnel che potrebbe portare a una stanza "segreta" sembra un canale di scolo, più che un corridio percorribile e dopo poche decine di metri dall'ingresso è stato interrato, rendendo impossibile sapere cosa ci fosse più avanti.
Nelle notti di plenilunio invernali, quando cala la nebbia, la villa scompare nel nulla per ricomparire solo all'alba.
Questa è evidentemente una leggenda, visto che la villa si trova poco distante dal fiume Po, all'inizio delle colline: è normale che in inverno la nebbia riduca la visuale.
Quando è nata questa leggenda non c'era illuminazione elettrica, niente lampioni e il parco circondava la villa impedendo ai passanti di vederla da vicino, è normale che la nebbia la rendesse "invisibile".
Alcune voci hanno diffuso la credenza che in questa villa fosse stato girato il film "Suspiria" di Dario Argento, ma egli stesso lo ha smentito, confermando che gli esterni di quel film sono stati girati a Freiburg e gli esterni a München, oltre ad alcune scene girate in studio a Roma.
La confusione dipende dalla presenza di altre due ville vicine a Villa Capriglio, dove sono stati girati davero due film dello stesso regista: Villa Scott, dove sono state girate alcune scene di "Profondo Rosso", conosciuta anche come "Villa del Bambino Urlante" e Villa Becker, sede di alcune riprese del film "La Terza Madre".
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